mercoledì 11 novembre 2009

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Gelatina di melecotogne



E' tornato il sole. Ci sono colori dappertutto e il calore di questa stagione meravigliosa riempie il cuore di sensazioni positive. Dopo la pioggia che colora di grigio tutto quanto, si esce, si incontra, si parla, si organizza e rinasce la frenesia che fa venire in mente tante cose da fare prima che arrivi il Natale. E via a riempire le dispense, a confrontare le ricette, a conservare (ma per poco...) tutte le cose più buone che si ritireranno fuori per le prossime feste. E intanto nascono nuove idee per far incontrare sulla tavola antiche ricette con sapori nuovi. Intanto prepariamo quello che ci hanno insegnato....poi insegneremo noi ad altri quello che abbiamo pensato e che testeremo presto.
Con le melecotogne che ancora resistevano ho preparato in un solo giorno tutto il 'preparabile'. Magari saranno ricette conosciutissime, ma a me le melecotogne con il loro colore che si trasforma da giallo a fucsia mi ha sempre fatto pensare ad una dolce magia. E il sapore che da acre diventa dolcissimo e morbido mi ha sempre affascinato.
E allora oltre alla 'solita' marmellata che tra l'altro è già finita sulle crostate, nelle torte e sulle fette calde di pane la mattina, ho preparato anche la 'cotognata' (che però si deve ancora indurire un pò...quindi rimando la ricetta ai prossimi giorni) e la meravigliosa gelatina che fra un pò userò sia sulle cartellate (che così si coloreranno di rosa) che su un altro dolce a sorpresa.



Gelatina di melecotogne

- Melecotogne
- zucchero
- acqua

Lavare benissimo le melecotogne per eliminare tutta la peluria. Tagliare le melecotogne a fette, senza sbucciarle, eliminando le parti guaste. Il torsolo e le calotte metterle in un tegame e le fette in un altro. Queste ultime serviranno per fare la marmellata e la cotognata, mentre i 'residui' per fare la gelatina.
Coprire di acqua e farle cuocere fino a quando saranno diventate morbide. Aiutandosi con un setaccio o con un panno bianco e pulito a maglie non troppo fitte, filtrare il tutto e lasciar cadere il liquido in una coppa. Pesarlo e aggiungere lo zucchero in rapporto 10:8, cioè per 1000 g di liquido aggiungere 800 g di zucchero. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione. Eliminare di tanto in tanto la schiuma che si forma che potrebbe comprometterne la trasparenza. Cuocere fino a quando la 'classica' goccia', raffreddandosi, non scivolerà via sul piatto inclinato.
Versare ancora bollente nei barattolini precedentemente sterilizzati, capovolgere e lasciar raffreddare.

lunedì 9 novembre 2009

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Bacco nelle gnostre: vino novello e caldarroste in sagra

Io amo il mio paese, NOCI, e amo l'aria che qui si respira. Amo le sue strade e i suoi profumi Amo passeggiare per le piazze e sentirmi abbracciata dal saluto della mia gente. Si potrebbe trascorrere l'intera giornata solo salutando e fermandosi a parlare del più e del meno con tutta le gente che si incontra. Perchè qui ci si conosce quasi tutti e si parla di tutti anche degli sconosciuti e del sentito dire. Perchè il paese è così. Quello che altrove si chiama pettegolezzo e che può dare fastidio, si potrebbe anche interpretare in maniera più positiva come 'provare interesse per il prossimo' e quindi parlarne. Ci si conosce da generazioni più per soprannomi che per cognome e si partecipa tutti insieme sia alle gioie che ai dolori. A parte le invidie che, si sa, sono umane, e che portano i compaesani spesso a 'non dare soddisfazione' non manifestando la propria solidarietà alle altrui attività.... c'è un senso di attaccamento al luogo che, appena usciti dal confine del proprio territorio, viene fuori in maniera orgogliosa. E ci si riconosce 'nocesi' e ci si sente facenti parte di un unico corpo, quando ci si incontra casualmente tra le strade di New York o in un punto qualsiasi della terra.

Venerdi, sabato e domenica scorsi, qui da noi c'è stata una sagra che è partita in sordina qualche anno fa e che piano piano è diventata un evento molto importante: 'Bacco nelle gnostre', la sagra del vino novello e delle caldarroste.
Le 'gnostre' sono una caratteristica del nostro centro storico, e sono cioè degli spazi quasi chiusi, piccole piazzette private delimitate dai tre lati da case imbiancate di calce. E ce ne sono di tanti tipi, quasi tutte abbellite da piante o addirittura da viti che si arrampicano lungo i muri.
E tutte pavimentate con le antiche 'chiangole', mattoni di pietra resi lisci dal tempo e dall'intensa opera di pulizia delle donne.

E lungo questa miriade di stradine, abbiamo visto fluire un mare di gente che è arrivata anche da lontano, per assaggiare il vino novello aperto per l'occasione e altre decine di specialità del posto, antiche e moderne, che hanno riempito il nostro centro storico di incredibili profumi e di allegria.



Tutti i turisti sono stati accolti con grande ospitalità da tutti gli chef del paese e sono stati invitati ad assaggiare i piatti tipici preparati apposta per l'occasione. Qui sotto ho ripreso il mitico chef dell''Antica Locanda', Pasquale Fatalino, che con le sue/nostre prelibatezze ha già vinto due puntate de 'La prova del cuoco' e che rivedremo ancora il prossimo venerdi in televisione. Ovviamente a tutti i nocesi che leggono questo post, un invito a votare, votare, votare Pasquale al numero 89.48.48.72 più il numero che viene a lui assegnato.

In ogni angolo c'era qualcosa da vedere, da fare, da gustare, da bere. E tutti i visitatori passeggiavano reggendo tra le mani un calice colmo di vino novello....

E caldarroste, olive fritte, baccalà fritto, 'fecazzedd con la ricotta forte', provola sciolta sullo spiedo, orecchiette con brasciole, cavatellini con cicerchie, ecc.... ecc......

Al suono di tanta buona musica e tra mille angoli dove improvvisare una 'pizzica' senza tanti timori, tutti insieme in allegria.

E questa è la prima di tante sagre speciali e affascinanti che si svolgono nel nostro paese. La prossima, a cui siete tutti invitati a partecipare si chiama 'Pettole nelle Gnostre e cioccolato in sagra', si svolge il prossimo 5 e 6 dicembre. Immaginate l'aria frizzante delle notti di dicembre, nel centro storico tutto addobbato per le festività natalizie, con i presepi da visitare, e le 'pettole' calde con lo zucchero o con il vincotto di fichi, e cioccolato bollente da bere, passeggiando nelle strade.
Se avete bisogno di informazioni, scrivetemi pure..... Arrivederci alla prossima.... sagra.


venerdì 6 novembre 2009

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Pioggia



Oggi ci siamo svegliati in mezzo ad un concerto di lampi e tuoni. Fuori dalla finestra si sentiva che l'acqua cadeva giù a dirotto. E per me è sempre piacevole la sensazione di essere nella mia casa calda e, con un caffè bollente in mano, poter guardare con il naso sul vetro della finestra, il mondo che fuori è freddo, silenzioso, buio e bagnato. E' un momento magico quello della pioggia. E' come se l'acqua avesse il potere di portare via polvere, pensieri cattivi, parole inutili... e ti costringesse all'essenziale, al singolo momento, alla riflessione in silenzio. Un momento di immobilità prima di ricominciare di nuovo a camminare e a pensare su una strada nuova.
La giornata è trascorsa quindi nell'attesa, respirando ogni tanto la freschezza dell'aria pulita dalla pioggia.
E nel pomeriggio, appena il cielo si è rischiarato, siamo andati in campagna per riprendere contatto con la realtà dopo la settimana di segregazione forzata.
Ed è stato davvero un nuovo risveglio.

mercoledì 4 novembre 2009

14

Pagnotte di semola e farina



Solo in questi giorni ho capito che non potrei mai partecipare al Grande Fratello. La reclusione obbligatoria in quattro (seppur giganti) mura mi farebbe impazzire. Siamo rimasti richiusi in casa per un pò di giorni a causa dell'influenza e siamo stati bravi, tanto bravi a gestire con calma e pazienza questo momento un pò ... turbolento. Abbiamo tranquillamente ignorato i telegiornali, seguito i consigli del nostro bravo medico e con pochi e semplici rimedi, anche naturali, abbiamo superato il momento più difficile. Onestamente non è stata una passeggiata, ma nemmeno poi così in salita. Ai primi sintomi sono uscita in fretta e furia, ho fatto la spesa per qualche giorno, poichè avevo deciso di non far venire nessuno a casa, e così ho potuto anche preparare ricette semplici e leggére adatti alla necessità. Oggi però ho deciso che bisognava far circolare in casa, oltre alla solita aria fresca e pulita, anche un profumo buono. Ma per una ricetta buona e non impegnativa ho scelto la cosa più semplice di questo mondo. Ho fatto il pane. Ho seguito la ricetta di una mia amica (vicina di casa, ex di lavoro, di blog), che tempo fa mi aveva fatto assaggiare in diretta e ne ero rimasta affascinata per la sua semplicità.
E così in brevissimo tempo e con pochissimo impegno ho preparato queste due splendide pagnotte, morbide e calde.
Buone e calde come casa mia.



Pagnotte di semola e farina

- 350 gr. acqua
- 300 gr. farina
- 300 gr. semola rimacinata
- 20 gr. sale
- 1 bustina di lievito in polvere
- 1 cucchiao scarso di zucchero

Io uso l'impastatrice per abbreviare i tempi, ma anche a mano è facilissimo.
Mescolare prima tutti gli ingredienti solidi e poi aggiungere l'acqua. Lavorare l'impasto e far lievitare per circa mezz'ora/un'ora. Dopo la lievitazione lavorare di nuovo velocemente l'impasto. dividerlo in due e formare due pagnottelle allungate. Sistemarle sulla leccarda coperta da carta
da forno. Fare dei tagli sulle pagnotte per agevolare la seconda lievitazione. Coprirle con un panno bianco pulito e far lievitare ancora per una mezz'ora. Quindi infornare a 200°/220° a seconda del proprio forno fino a doratura. Sfornare e coprire per una mezz'ora il pane prima di mangiarlo.


domenica 1 novembre 2009

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Cannoli crema e cioccolato

Oggi è domenica. E siamo tutti a casa non perchè fuori c'è cattivo tempo, o perchè non abbiamo voglia di uscire, ma perchè da ieri ci siamo trasformati in una specie di 'cuscino d'amore' pronto ad attutire tutti i malesseri dell'influenza che ha colpito nostro figlio, e che da un pò di giorni dilaga nel nostro paese come nel resto del mondo. Il liceo dei nostri figli e tutte le altre scuole ne stanno risentendo piano piano e senti parlare in giro di tosse e febbre alta. Ovviamente, grazie ai media, la gente è confusa spaventata e disorientata e nessuno sa cosa pensare o dire o come chiamare questo malessere? E' la cosiddetta influenza stagionale? E' l'influenza A? I medici danno spiegazioni che dovrebbero rassicurare, ma i primi ad essere poco sicuri sono proprio loro. E allora meglio non guardare la televisione che riporta soprattutto cattive notizie, non leggere i quotidiani, armarsi di santa pazienza e pensare positivo. E cerchiamo di riposare di più, (come consiglia un interessantissimo post scritto da Marinella), rallentiamo lo stress, mangiamo cose buone, guardiamo un film allegro. I nonni per ovvi motivi di timore di contagio non li abbiamo invitati a pranzo, ma indovinate un pò cosa è arrivato poco prima di pranzo da parte della mia meravigliosa e mitica e dolcissima mamma? Un vassoio pieno zeppo dei suoi straordinari cannoli alla crema.... che ha trasformato questa giornata in una festa. Utilizzando un errore comunissimo tra le persone che non capiscono l'inglese e le feste importate e approfittando anche della coincidenza la chiamerò 'La festa di AULIN'.
Cannoli crema e cioccolato

- 300 g di farina
- 50 g di olio
- 1 uovo
- 1 cucchiaio da tavola di zucchero
- vermut o vino bianco per impastare

- olio di semi per friggere

- zucchero a velo


crema pasticcera

- 1 litro di latte intero
- 4 tuorli
- 4 cucchiai di farina
- 4 cucchiai di zucchero
- buccia intera di un limone

- cioccolato fondente a piacere (più se ne mette più buono è!!!)

Impastare tutti gli ingredienti dei cannoli e poi con la macchinetta della pasta tirare una sfoglia sottile. Tagliare dei quadrati con la rotella dentellata.
Arrotolare come da foto intorno ad una canna di bambù o all'apposito attrezzo di acciaio, per cannoli.
Friggere in abbondante olio caldo. Far raffreddare.
Preparare la crema pasticcera facendo riscaldare prima il latte con il limone e contemporaneamente sbattere tutti insieme gli altri ingredienti. Quando il latte è abbastanza caldo versarlo velocemente nella coppa dove c'è la crema formata dagli altri ingredienti e lavorare molto velocemente con la frusta. Riversare tutto nel tegame e continuare a girare fino a che si sarà rappresa la crema.
Togliere la buccia del limone e versare metà crema in una coppa. Nel tegame aggiungere il cioccolato fondente in quantità a far fondere.
Far raffreddare il tutto e poi riempire i cannoli con una sac à poche, prima con la crema bianca da un lato e poi dall'altro con quella al cioccolato.
Disporre i cannoli su un vassoio e spolverizzarli con abbondante zucchero a velo.


venerdì 30 ottobre 2009

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Corso di fotografia 2

Stasera c'è stata la terza lezione del corso di fotografia. Il 'compito a casa' prevedeva la produzione di foto in cui la componente principale doveva essere sempre la luce, ma vista in un paesaggio. Alcune di queste foto da me proposte sono state scattate in Spagna durante il mio viaggio in Aprile e ho voluto riproporle perchè mi sembravano molto belle o almeno in esse ero riuscita a catturare l'emozione che provavo in quel momento.
La prima di questa serie ritengo abbia una valenza terapeutica, poichè l'ho messa come desktop e ogni volta che la guardo mi rilassa.

Vorrei tanto poterle proporre in un formato più grande, ma ho provato a caricarle prima su Flickr e poi a ricaricarle da li, ma invano. Mi mette un bordo intorno che sembrano un manifesto di lutto e non mi piace affatto. Mi spiegate come fate a caricare quelle foto immense e splendide sul blog? e poi che Template usate per avere più spazio?







Queste di seguito invece le ho scattate ieri alle 4 di pomeriggio e ho raggiungo apposta un posto parecchio lontano per poterle realizzare. Aspettavo la luce del pomeriggio e un posto quasi 'toscano', in questa Murgia pietrosa e selvaggia.




Lo so che su questo blog tutti si aspettano che si parli solo di food, ma voglio condividere con tutti questo entusiasmo che un corso di fotografia riesce a darmi in questo momento.

mercoledì 28 ottobre 2009

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Mezze maniche con broccoli al profumo di rosmarino

Sono appena tornata dal cinema. Ho visto 'Julie & Julia' e non mi è piaciuto per niente. Sicuramente noi blogger stesse abbiamo fatto da cassa di risonanza a questo film perchè in un certo senso parla di noi, rappresenta il percorso che abbiamo fatto per arrivare al blog o ad un libro di cucina, e forse proprio per questo, rivedersi non è una novità.
Ma quello che per noi è una passione vera, nel film sembra un banale quasi noioso passatempo. Che dire poi dell'interpretazione del mito Meryl Streep? Vuoi per il doppiaggio (le hanno dato la voce della 'signora in giallo'), vuoi per l'andatura sognante e barcollante, con lo sguardo sempre altrove, sembra più un'alcolizzata che un'amante del buon cibo. E a volte sembra pure un pò 'alla buona'. I personaggi non hanno spessore e la storia da un certo punto in poi diventa una palla mortale. Che peccato, ci tenevo così tanto a questo film. Speravo di trovare spunti più interessanti....
Vabbè torno volentieri alla mia routine di blogger italiana e posto una ricetta semplice ma che fa bella figura per il tocco di sapore particolare del rosmarino.


Mezze maniche con broccoli al profumo di rosmarino

- mezze maniche rigate
- broccoli
- aglio
- olio
- rosmarino

Sbollentare per qualche minuto i broccoli in acqua bollente e scolarli. Mentre la pasta sta cuocendo, in una padella larga mettere un bel pò di olio extravergine di oliva, l'aglio e un rametto di rosmarino. Saltare in padella i broccoli. Quindi metterne da parte qualcuno per la decorazione del piatto e frullare il resto, dopo aver eliminato l'aglio e il rosmarino.
Scolare la pasta e amalgamarla con la crema di broccoli e servire il piatto guarnito di cimette di broccoli. A piacere aggiungere pepe nero macinato.

martedì 27 ottobre 2009

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Biscotti di pasta frolla con zucchero a velo vanigliato


Mi hanno detto 'ma non scrivi più ricette? ora il tuo blog parla di fotografia?'
Ma no no, è solo che tra il mio nuovo impegno di 'capocantiere', l'impegno (piacevolissimo) del corso di fotografia, le solite incombenze quotidiane... la mia giornata sembra non bastare più.
Infatti questa sera per cena....pizza. Ma di quella fatta portare al volo dall'ottima pizzeria qui sopra a casa mia.
I figli che vogliono qualcosa di 'buono', intendendo dolce ovviamente, sono stati accontentati velocemente con dei biscotti di semplice pasta frolla, caldi caldi, con sopra tanto zucchero a velo vanigliato.
Di più per questa sera non ce la faccio...
Le rotelle stridono per i mille progetti e mi costringo a fissare su carta le cose da fare per timore di dimenticare qualcosa.
Solo una cosa: avete notato il disegno dei biscotti? la mia splendida griglia non serve solo per tagliare ma l'ho usata anche per decorare premendola leggermente sulla pasta frolla prima di infornare.
A proposito, ho ordinato le griglie da spedire per le blogger che me l'hanno chiesto. Se qualcuna è interessata all'acquisto me lo faccia sapere così vado alla posta solo una volta.
A presto.
Tornerò, tornerò....

Biscotti di pasta frolla con zucchero a velo vanigliato

- 175 g di farina
- 50 g di zucchero
- 50 g di burro
- 1 uovo
- un quarto di bustina di lievito pane degli angeli
- un pizzichino di sale
- zucchero a velo vanigliato

Impastare tutti gli ingredienti e stendere una sfoglia non proprio sottile.
Appoggiare sopra la griglia per crostate e premere leggermente. Quindi con un bicchiere tagliare tanti biscotti.
Infornare a 180° fino a doratura.
Spolverizzare con zucchero a velo vanigliato (ottenuto mettendo una stecca di vaniglia in un barattolo di zucchero a velo).

mercoledì 21 ottobre 2009

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Catturare la luce (corso di fotografia - 1)

E' iniziato il mio corso di fotografia. Un'esperienza che sento mi arricchirà molto o almeno lo spero. La prima sera è stato bello conoscere nuove persone, tutte animate dallo stesso entusiasmo e dalla stessa speranza: poter catturare e comunicare attraverso la macchina fotografica, delle emozioni. Emozioni legate al cibo (come noi sappiamo...), ai ritratti, ai viaggi, alla gente, ai colori o al bianco e nero.

Insomma è iniziato un viaggio che, spero, sia ricco e fecondo e mi regali delle cose nuove e belle da imparare. La diversità di vedute e di obiettivi (!!!) dei partecipanti è già una grande ricchezza.
In queste prime foto, scattate per la prossima lezione, ho 'tentato' di catturare la luce, tra le pietre del mio trullo in costruzione.


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alba

Stamattina ho visto l'alba.
Una tazza di caffè caldo preparato in silenzio quasi al buio, per segnare il confine tra una notte mai finita e un giorno da iniziare.
Ci sono notti in cui più della stanchezza prevalgono i pensieri che ti affollano la mente. Che si spingono l'un l'altro per avere la precedenza, come ad uno sportello di un ufficio che non ce la fa a smaltire tutta la fila in una sola giornata. E che pur volendo abbassare la saracinesca li lascia tutti li a rumoreggiare.
Pensieri... riflessioni...paure... desideri.... tutti insieme accavallati che si confondono perdendo contorni e peso. Bisognerebbe fare ordine, razionalizzare e affrontare ad uno ad uno ogni punto della lista. Ma la notte ti toglie le forze e il respiro e pensi che per te è troppo grande questo compito.
E vaghi aspettando la luce ....
Che finalmente arriva e ti spinge verso un nuovo splendido giorno.